Ad Agrigento, per fortuna, c’è tanto da scoprire.

Cominciamo con la visita alla Valle dei Templi, spesso la meta principale dei visitatori.

La si può fare da soli, comprando il biglietto e visitando l’area archeologica. Ma c’è la grande probabilità di non cogliere appieno la bellezza e la storia di quell’area che si sta visitando. I più, infatti, si limitano a fare un’unica passeggiata “guardando” i tanti templi costruiti dai Greci quasi 2600 anni fa. Si perdono più del cinquanta per cento della loro visita. Noi consigliamo di munirsi almeno di una guida cartacea, se non proprio di una guida “fisica” nella loro lingua, che gli spieghi, passo per passo, cosa si nasconde dietro al bianco rimasto su alcune colonne del tempio di Dioscuri, o del rosso rimasto sul tempio della Concordia. Ma grande importanza avranno le spiegazioni soprattutto sul tempio di Zeus che altrimenti potrebbero sembrare dei grandi massi di tufo affastellati per terra alla rinfusa. La passeggiata, inoltre, non porta in altri luoghi altrettanto di grande interesse esistenti nella Valle dei Templi come, ad esempio, il quartiere ellestico-romano, il museo archeologico Griffo o il gymnasium. Inoltre, proprio di recente, sono state fatte delle importanti scoperte come il ritrovamento dell’antico teatro di Akragas, il tempietto romano e le terme di Akragas.

Ma fermarsi solo all’area archeologica sarebbe riduttivo e incompleto.

Anche la città ha tanto da mostrare. A cominciare dal suo centro storico, costruito dagli akragantini prima, e poi dagli arabi e ancora dagli spagnoli o dai francesi. Una cultura che ha subito tante dominazioni e che quindi ha cambiato tante volte lo stile e le abitudini dei suoi abitanti. Da Agrigento più volte è passata la storia da quella dei greci, dei romani e dei cartaginesi a quella più recente  dei Chiaramonte, dei mille di Garibaldi, del fascismo o dello sbarco alleato in Sicilia della seconda quella Mondiale. Tutti hanno lasciato un segnale del loro passaggio che ancora merita di essere conosciuto e visto, com’è il caso della Chiesa di Santa Maria dei Greci, della Cattedrale o il Mudia, ovvero il Museo Diocesano.

Ma anche in centro c’è tanto da vedere, come il teatro Pirandello, la Porta di Ponte, la via Atenea e il monastero di Santo Spirito, aiutandosi anche con delle mappe specifiche consultabili online a questo link.

Vedere la Valle dei Templi e non vedere la città sarebbe come andare a Parigi, vedere la Tour Eiffel e non vedere il resto della città. Agrigento e la Valle dei templi sono un tutt’uno. Collegate in più parti come nella Chiesa-Santuario di Demetra o nella necropoli Pezzino ma soprattutto a Santa Maria dei Greci. Per questo la visita dev’essere completa e non parziale.